29 Nov Ugo Nespolo

Diplomato all’Accademia Albertina con Enrico Paolucci, Ugo Nespolo avverte subito l’esaurirsi definitivo di una stagione accademica e provinciale, esplorando inedite possibilità sul piano delle scelte non solo espressive ma in senso lato intellettuali. Molto stretti sono, sin dall’inizio, i rapporti con gli elementi di punta della cultura torinese: le sue due prime personali (Ugo Nespolo e La logica del puzzle, presso la Galleria Il Punto di Torino), nel 1966,sono accompagnate da testi di Edoardo Sanguineti, che era allora il già riconosciuto capofila della ‘neoavanguardia’; al cosiddetto Gruppo 63 appartiene anche Renato Barilli, che, con critici di punta come Crispolti, Trini, Celant, Dorfles e Caramel, segue gli esordi del giovane artista. Per non dire di Ben Vautier, che ne schizzava di scorcio, en artiste,questo ritratto: “Nespolo est ambitieux. Nespolo est jaloux. Nespolo est hypocrite. Nespolo est méchant. Nespolo est menteur et rusé. Nespolo est dévoré de prétention. C’est un loup. Il se porte bien”.

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